La precisione nella restaurazione protesica

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Il termine “precisione” è oggi molto usato in odontoiatria, ma è necessario stabilire cosa si intende per precisione e fino a che punto può, e deve, essere spinta.
Riteniamo evidente che la qualità di un lavoro protesico sia direttamente proporzionale alla sua precisione.
Nel nostro lavoro ci siamo ispirati ai principi elaborati nel testo “Precisione e contorno nella ricostruzione protesica” di Martignoni e Schönenberger, riportandoli, ove possibile, nella nostra realtà quotidiana.
Il primo dei principi dettati dal testo è il restauro dell’anatomia lesionata con l’obiettivo di ricondurla il più possibile verso la condizione originaria.
Con l’avvento dei mezzi di ingrandimento, come strumento di lavoro, è stato possibile mettere a punto una tecnica operativa più sofisticata con la quale superare molti ostacoli anche se altre problematiche rimangono per ora insolute.
Noi crediamo che le metodiche di lavoro sotto microscopio non abbiano portato alla perfezione assoluta, ma ad un grado di precisione sufficiente a creare una risposta positiva dei tessuti, tale da mantenerli in una condizione di salute stabile in situazioni igieniche normali.
È importante individuare un parametro di confronto pratico che ci consenta di stabilire se un lavoro è sufficientemente preciso; a tale scopo sarà bene rifarsi a quanto pubblicamente accettato e cioè che la precisione e l’incorporazione, che vengono costantemente richieste nella esecuzione degli intarsi in oro, debbano essere trasferite in “toto” nella realizzazione delle corone complete.

255 pagine, 444 fotografie